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Fu fondata dai locresi per i quali si chiamò Hipponion, ma il suo territorio era già abitato da altre popolazioni italiche.
In seguito divenne potente fino al punto di sconfiggere in casa loro gli stessi locresi che l’avevano conquistata nel 442 a.C.
Dioniso il Vecchio, tiranno di Siracusa, la attaccò e la distrusse, ma venne ricostruita nel 379 a.C. dai Cartaginesi.
Fu conquistata ancora dai Greci e poi dai Bruzi che la chiamarono Veip (Vibo) fino a quando nel 192 a.C. i Romani ne fecero una colonia (Valentia) e, in epoca imperiale, un Municipium (Vibo Valentia).
Vibo ebbe un periodo di grande prosperità quando nel suo porto si raccoglieva e veniva imbarcato il legname che proveniva dalle foreste delle Serre. Una buona parte di questo legname veniva anche utilizzata in loco dai grandi cantieri navali installati nel porto che diede alla città una certa importanza militare nel periodo delle guerre civili di Cesare e Ottaviano. Anche la costruzione della via Popilia contribuì a far crescere l’economia del territorio.
Con la fine dell’Impero Romano cominciò ad affacciarsi il problema del latifondo, insieme ad un generale impoverimento degli aspetti culturali, economici e sociali. In quel periodo difficile, un personaggio
portò un pò di luce a quelle zone: Cassiodoro.
Egli governò la Lucania e il Bruzio per conto di Teodorico portando avanti una politica che sosteneva la possibilità di convivenza fra romani e barbari. Dopo aver servito anche tre successori di Teodorico, Cassiodoro, constatato il fallimento della sua idea politica, si ritirò nei suoi possedimenti e fondò un monastero (Vivarium).
Quando i Bizantini si insediarono a Vibo, vollero fortificarla ma questo non impedì ai Saraceni di saccheggiarla più volte e distruggerla nei secoli IX e X.
In epoca normanna, Vibo subì un periodo di decadenza. La ricostruzione, ad opera degli Svevi di Federico II, avvenne nel 1235 e portò, oltre al castello, anche un nuovo nome che rimarrà fino al 1928: Monteleone.
Durante il Medioevo la città fu feudo di varie famiglie locali fino ai primi anni del 1.800.
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